JULIO VELASCO

Julio Velasco è L’allenatore.

Sostantivo che se adeguatamente evidenziato, completerebbe a pieno la descrizione della professione del coach argentino natio di La Pampa: una parola che con un articolo determinativo rende a pieno l’idea di quale apporto abbia portato alla pallavolo (e non solo) la figura di Velasco.

Copertina di Business People, Luglio 2019

Particolare è la sua storia personale quanto il percorso che ha avuto all’interno di tutto il mondo sportivo. Essere nato in Argentina ha contribuito alla nascita di Velasco in primis come uomo, come allenatore poi e successivamente come formatore.

Nonostante sia italiano dal 1992 Velasco oltre che a portare con sé un nome tipicamente italiano ma che con la J davanti richiama immediatamente alle terre sudamericane, ha anche un inconfondibile accento che solo i latini hanno quando parlano la lingua del Bel Paese.

Una voce inconfondibile, un marchio di fabbrica.

Velasco è una di quelle persone che si potrebbero ascoltare per ore intere: un oratore nato.

Nonostante Wikipedia lo etichetti come allenatore di pallavolo e dirigente sportivo argentino, Julio Velasco è molto di più.

Ex docente presso l’Università di Bologna, Velasco intraprese da giovane studi in filosofia malgrado il parere contrario della mamma. Voleva studiare filosofia sebbene la madre vedova con tre figli a carico non volesse che il figlio cimentasse i propri studi in una facoltà che ben poco gli avrebbe garantito un futuro stabile. Velasco quindi finito il Liceo, va via di casa per non aggravare ulteriormente il rapporto con la madre e inizia il percorso che lo porterà a diventare l’uomo che è oggi.

Velasco campione del Mondo con L’Italia, 1990

Già all’età di 19 anni diede una lezione magistrale ad un mondo ancora ignaro di chi fosse: andò via di casa con le proprie gambe. Si trasferì lontano dalla madre contraria alle decisioni prese dal figlio nell’Argentina degli anni 70 emancipandosi e mantenendosi economicamente con le proprie forze. A detta sua infatti, “la libertà (dalla figura genitoriale) è giusta, ma va conquistata”.  Una volta iniziata la facoltà di filosofia a soli 6 esami dalla fine della sua carriera universitaria, Velasco dovette interrompere i suoi studi a causa dei numerosi Golpe militari dell’epoca. Essendo presidente del movimento studentesco della Facoltà di Filosofia e Lettere di La Plata, Velasco fu costretto ad abbandonare la sua città per paura di essere deportato e alimentare la lunga lista dei desaparecidos che i governi militari di quegli anni contribuivano a redigere. Gli scomparsi degli anni 70 in Argentina ammontano a 30.000 persone.

Velasco, nuovamente diede al mondo un ulteriore lezione di vita: ha lottato in ciò in cui credeva perseverando nella propria idea nonostante l’alto prezzo da pagare, concluso con una fuga nella città di Buenos Aires.

Ed è proprio nella capitale argentina che inizia la sua carriera.

Carriera che parla da sé: Velasco è un VINCENTE.

Julio Velasco riceve il Sigillo d’Ateneo presso l’Università di Bologna dal Magnifico Rettore Francesco Ubertini

Come coach e come professionista è riuscito ad espandere la sua figura fuori dal mondo sportivo per le sue lungimiranti intuizioni e le sue teorie in merito al comportamento dell’uomo (nel suo caso atleta) in gruppo. Velasco infatti è un profondo conoscitore dei meccanismi più remoti che ci appartengono e che nella vita sociale e quotidiana vengono applicati inconsciamente. Ovvio che la sua analisi parta dall’ esperienza sportiva, ma non affatto scontato che l’analisi stessa da lui proposta si debba per forza fermare tra le mura di una palestra. Velasco infatti oltre che ad essere invitato come consulente in numerose aziende per cercare di capire come organizzare al meglio i gruppi aziendali e di comprendere quali e che tipo di relazioni meglio farebbero esprimere la popolazione lavorativa di cui si sta parlando, nella sua lunga carriera, come già scritto poche righe più sopra, ha insegnato anche all’Università di Bologna.

Julio Velasco come allenatore ha vinto tutto perché ha capito come CONVINCERE un gruppo a VINCERE.

L’essere umano è un animale sociale e questo Velasco l’ha capito bene. Talmente bene che riesce in poche parole, chiare e trasparenti a comunicare concetti che rimandano a sovrastrutture complesse e radicate nel comportamento umano da secoli, in modo che si capisca il messaggio che si vuole trasmettere. Nonostante nel sentir comune sia scontato pensare che qualsiasi parola o discorso venga recepito perfettamente come il mittente voleva che pervenisse al destinatario, vi è invece numerosa letteratura in merito che dimostra il contrario. Clifford Geertz ad esempio è un antropologo statunitense che ha costruito una carriera sullo studio della difficoltà nell’interpretazione culturale.

Velasco non solo ha sviscerato i segreti dell’essere umano nel gruppo, ma ha anche capito quale sia la più profonda differenza tra gli uomini e le donne:

Internet è pieno di video lezioni del maestro argentino: lezioni che allegherei a questo scritto. Insegnamenti di cui hanno, a testimonianza dei risultati raggiunti, beneficiato le squadre da lui allenate.

Ha fatto innamorare un intero Paese ad uno sport da sempre snobbato quale la pallavolo, vincendo tutto il possibile con la Generazione dei fenomeni, proseguendo poi la propria carriera in altri numerosi porti ribadendo sempre la sua filosofia vincente.

Per riassumere la figura di Velasco penso basti un aggettivo: AUTENTICO.

EDOARDO CAPPELLARI

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