CE LA FAREMO!

Ci mancavano pure loro, i negazionisti, per rendere la situazione più difficile di quello che è. Proprio quando si annuncia su tutte le reti televisive che ci sarebbe la possibilità di distribuire un vaccino efficace contro questo maledetto Covid-19 entro la fine di gennaio 2021 risaltano fuori come funghi i complottisti, i “veri informati”.

Ad onor del vero, già in estate ci sono stati vari tentativi da parte dei “medici della strada” di informare il popolo tramite le utilissime e imprescindibili manifestazioni contro questo “governo dittatoriale”. Ovviamente, tutti senza mascherina, tutti senza rispettare distanze di sicurezza e tutti tronfi e orgogliosi della propria formazione fai da te che gli ha permesso di capire realmente come funziona il mondo, da tutti i punti di vista. Per essere più precisi, una buona fetta di colpa in questo caso ce l’ha pure tutta l’opposizione del governo: non so se ricordate i comizi voluti da Fratelli d’Italia e la Lega in numerose piazze italiane. Per dire cosa? Di lottare contro “la dittatura” del governo ovviamente. Senza menzionare il fatto che i Presidenti di Regione delle loro liste invece si attenevano giustamente a quanto prescritto dalla compagine governativa (per fortuna oserei dire).

4 luglio 2020

Se da un lato Salvini sbraitava le trite argomentazioni da bar su mascherine e pandemia, dall’altro Fontana (avendo paura anche di prendersene la responsabilità) comunque andava più cauto (perché di questo si tratta: quando si fanno le cose se ne diventa responsabili. Quando si ulula al vento no!). Zaia docet. Sta di fatto che i valorosi leader di opposizione, invece che partecipare a tavoli e summit per cercare di elaborare un piano comune, erano nelle varie piazze a scambiarsi baci e abbracci. Ed è proprio in quelle piazze che si è riaccesa la miccia dei negazionisti: persone che non vogliono vaccinarsi perché convinti che ci sia un piano di controllo orwelliano dietro a tutto.

Mi ricordo che in piena pandemia tutti quanti ci riempivamo la bocca di slogan che ormai conosciamo tutti: “Ce la faremo”, “Andrà tutto bene”, “Ne usciremo migliori”.

È andata proprio così?

Direi proprio di no.

In primis perché la medicina sia durante che “post” lockdown è stata spettacolarizzata come ogni altra cosa in questo Paese: primari, virologi, giornalisti (o presunti tali), politici (idem come per i giornalisti) a scannarsi sulle varie reti nazionali forti della propria verità tascabile. Il risultato è che di scienza si è parlato veramente poco, si è urlato tanto e non sono stati evidenziati tre aspetti principali che qui voglio riportare.

Innanzi tutto, dopo i vari applausi ad infermieri e medici (certamente dovuti) nessuno ha mai nemmeno lontanamente parlato di un’altra figura professionale da sempre bistrattata e sottopagata: i ricercatori. È proprio grazie a loro che vi sono progressi in medicina: dalla “cremina Avon” che vi fa guadagnare milioni di likes su Instagram perché nasconde la cellulite, alla cura del cancro. È sempre merito loro. Persone che vivono all’interno di laboratori e che studiano intensamente per l’innovazione di terapie in ambito biomedico, nella speranza di portare veramente migliorie alla nostra società. Ricerche che tra l’altro, nonostante sacrifici che possono durare anni, possono svanire in un niente. Questo perché la scienza ha tempi tecnici da rispettare e non è detto che alla fine di tali tempi si arrivi ai risultati voluti o prospettati. Ricercatori che vengono sfruttati e trattati come schiavi all’interno di università e laboratori. Badate bene, la parola schiavi non è un’estremizzazione. Se dopo cinque anni di università, master e magari dottorato, sei pagato con assegni di ricerca miseri che un anno ci sono e l’altro anno no, allora non puoi altro che essere definito tale. In più aggiungiamoci il fatto che per il tipo di lavoro che si svolge, dovrebbe esserci un riconoscimento dello status sociale altissimo. Invece, nemmeno un applauso in quarantena…

Il secondo punto fortemente correlato al primo è l’importanza della ricerca fine a sé stessa. So che ogni attività economica senza l’aggettivo “profittevole” di fianco è considerata da beoti filosofi, ma è proprio così che dovrebbe essere la ricerca. Non è ammissibile che si dia valore a qualcosa solo dopo aver varcato la soglia della famosa linea rossa.  Il caso Covid-19 ne è l’esempio più eclatante: ora che c’è fretta si destinano ingenti risorse per cercare un vaccino in tempi utili, mentre un anno fa, quando il tempo non era prioritario, quanti fondi venivano destinati? Non è forse più valido il detto “prevenire è meglio che curare”?

Il terzo punto fondamentale è l’importanza di avere un vaccino. Mi sembra doveroso specificare il perché partendo dal presupposto che un vaccino, essendo un farmaco, per essere commercializzato deve essere venduto. Quindi non è per niente fondata la tesi del “creano un vaccino solo per farci i soldi”. Tutto ha un costo. Dietro un vaccino come detto, ci sono posti di lavoro, macchinari da laboratorio ultra-innovativi e costosi, conoscenza, etc… Perché è doveroso farsi vaccinare? Perché in primis ci si immunizza verso virus che il nostro corpo non è in grado di combattere senza un “piccolo aiuto”. In secondo luogo, perché si tutela la vita degli altri.  Gli altri non intesi sempre come entità inesistente che vive in società e che ci fa fare bella figura nei vari salotti di discussione, bensì gli altri intesi come coloro che non possono vaccinarsi. Nella società ci sono persone che nonostante vogliano vaccinarsi per proteggersi non possono: sono definiti immunodepressi. L’immunodepressione indica uno stato di ridotta difesa immunitaria cui un paziente può essere soggetto per diverse cause. Quindi di conseguenza non può essere sottoposto a vaccinazione. Se le persone non si vaccinano “perché il vaccino fa male!?!?” condannano invece persone che vorrebbero farlo ma che purtroppo non possono. In più è bene chiarire un secondo aspetto: è ovvio che un vaccino abbia effetti collaterali, tutti i farmaci ce li hanno!!! Non è però mai stato dimostrato, e dico MAI, che un vaccino abbia portato come conseguenza lo sviluppo di autismo o malattie affini! È una bufala bella e buona. Il vaccino inoltre ha effetti collaterali che sono di gran lunga inferiori rispetto ad altre cure come ad esempio l’aspirina (leggete attentamente il foglio illustrativo).

Napoli, 1973.

Pensavo che dopo una pandemia globale questi semplici tre punti si sarebbero impressi a fuoco nella mente di ogni cittadino… invece no. Dalla politica al popolino sono saltati fuori i vari sciacalli approfittatori e criminali (perché se si nega un fatto evidente come questo si è definibili solo in tal modo).

Ne siamo usciti? No, la pandemia ancora è rimasta tale.

Migliori? Forse anche peggio.

EDOARDO CAPPELLARI

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