SINISTRA (S)MASCHERATA

Caro elettore di sinistra, o presunto tale, questo pensiero è rivolto a te…

Non sono il primo, né il migliore, né sarò l’ultimo a scrivere delle incongruenze politiche di una sinistra in Italia che di sicuro, almeno dalla nascita del PD, sta letteralmente scomparendo dal panorama politico.

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Conferenza Stampa PD

Per rimanere ai fatti di cronaca, pochi giorni fa la “sinistra” ha definitivamente perso alle elezioni amministrative, città come Siena, Massa e Pisa e Imola, le cosiddette “roccaforti rosse”. Questo mi sembra un dato che non può passare inosservato. Senza fare chissà che analisi politiche e politologiche: non vi è parso strano, in un elettorato italiano così difficile da persuadere, che anche nelle sedi storiche il PD abbia perso? Ecco forse un motivo c’è. La sinistra in Italia non esiste, o meglio: ha smesso di esistere. Questa non è una presa di posizione di parte (politica) ma piuttosto un voler puntare la luce su un dato di fatto che molti intellettuali ed elettori fanno finta di non vedere.

Siamo davvero sicuri che sia di sinistra liberalizzare il mercato? Togliere diritti ai lavoratori?

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Proteste contro la “Buona Scuola”

Rottamare?  Dare mancette elettorali spacciate, sempre con la solita e trita retorica di sinistra, come bonus “cultura”? Riformare la scuola chiamandola Buona (senza mai chiedere agli insegnanti se fosse buona o meno)?

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Proteste contro il “Jobs Act”

Introdurre l’alternanza scuola-lavoro, cioè introdurre sempre più una visione aziendalista nel mondo culturale?

La perdita di consensi deriva proprio da questo: una fantomatica sinistra che con un’arroganza preponderante non è stata dalla parte debole del paese e ha mascherato le proprie politiche (palesemente liberiste) snobbando chi è veramente di sinistra e classificandolo come un vecchio parruccone.

Voglio dare una notizia bomba da prima pagina: la (vera) sinistra sta nelle periferie, accompagna il lavoratore nelle sue battaglie, lotta per le cause giuste. Non va di certo in Europa a elemosinare meno pressione sul deficit per avere il consenso di spendere un po’ più in spesa pubblica (i famosi 80 euro). Anche sul punto Europa: la sinistra un’analisi critica di riforma a livello europeo la vuole fare veramente o continua a mostrare una cosa che non è?  La risposta che è stata data in Italia è: +Europa (un discorso di confronto e di analisi sociale e politica mostruoso).

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Simbolo “+Europa”

Bisogna anche qui essere chiari: ridefinire l’asset politico in Europa, non vuol dire per forza uscire dall’Unione europea e fare guerra a tutti, ma introdurre un discorso politico in modo serio che è invece sempre nato e morto sul nascere, appunto.

Non è quindi un caso che Matteo Salvini abbia risollevato una Lega (Nord) nazionalista, proibizionista, localista e diciamolo a gran voce, pure razzista, facendone letteralmente schizzare i consensi alle stelle (almeno per gli standard fino ad ora mai raggiunti dalla Lega stessa).

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Matteo Salvini

Mi sembra scontato che dire “prima gli italiani” sia oltre che vergognoso, evocativo del ventennio e per certi sensi anche anticostituzionale: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali” (articolo 3 Costituzione italiana). Ma non ci si può indignare adesso, sarebbe molto da ipocriti. Questo è il prodotto di una politica che è sempre stata più lontana da problemi reali, da emergenze vere, dalle periferie.

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Matteo Salvini

Mi spiace dirlo in modo così diretto: la sinistra in questi termini ha avuto, ed ha, tantissime responsabilità. E tutto quello che fa è continuare a non fare esami di coscienza e puntare il dito su tutti gli altri (che sbagliano sempre).

Tu elettore continua a fare l’indignato sui social, continua a “prendere in giro” il governo odierno perché incompetente (verissimo), continua a dare la colpa ad altri, senza accorgerti che la colpa è soprattutto tua perché mai hai mosso una critica all’incompetenza delle politiche precedenti, perché appunto “di sinistra”.

Edoardo Cappellari

 

 

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