RIECCOLO

È buffo pensare che in politica ogni qualvolta che un avversario prende decisioni che non condividiamo gridiamo sempre allo scandalo del mancato rispetto del canonico iter democratico.

Questa è una delle motivazioni fornite da Matteo Renzi per innescare l’ultimissima crisi di governo. Ad onor del vero, crisi che si è palesata ieri sera tramite conferenza stampa del leader di Italia Viva, ma che già ad inizio Conte bis era nell’aria. Perché sì, questo governo è nato storto fin dall’inizio. Anzi, è nato dalla benevolenza dell’ex sindaco di Firenze che ha deciso da salvatore della patria di garantire stabilità a quell’Italia di inizio settembre del 2019.

Ebbene, dopo un anno e pochi mesi, colui che nel famoso referendum del 2016 (a detta sua) doveva ritirarsi dalla politica è ritornato a voler ricalcare di nuovo la scena del teatro politico italiano. La stessa persona che ha voluto personalizzare il referendum non riuscendo ad evitare la sua prima morte (politica). Il politico che oggi non arriva al 3% e che quando reggeva le redini del PD diceva che era stanco dei partitini da 4% che rallentavano i lavori, oggi (e non solo) smentisce se stesso facendo tutto e il contrario di tutto.

“Rieccolo” potremmo dire, ma purtroppo in termini negativi, parafrasando Montanelli quando etichettò Amintore Fanfani con tale epiteto, una figura autorevole della vecchia Democrazia Cristiana. Renzi oggi dice che non si governa con i post, ed era lui stesso a postare foto di fac-simile di una fasulla scheda elettorale del suo “nuovo senato”.

Colui che oggi inneggia alla democrazia e che durante il suo governo abusava dei decreti legge forzando, seppur legalmente, i nostri precetti costituzionali. Colui che “licenziò” Letta con un Tweet: “Enrico stai sereno”.

La crisi di governo non è scaturita nè per una lesione alle grandi fondamenta democratiche del nostro Paese nè per vere e proprie discordanze su recovery plan o servizi segreti. La crisi è nata per una questione personale, una questione di ego… unicamente e vergognosamente quello di Matteo Renzi. Non riesce a non essere il primo, a non decidere lui. Dopo circa un anno “per il bene del Paese” si arriva a questa crisi. Oggi, in piena pandemia globale colui che gridava “apriamo tutto” per il rispetto dei morti di Bergamo, vuole lasciare un governo alla deriva.

Complimenti a Matteo Renzi, lo statista di cui avevamo bisogno.  

EDOARDO CAPPELLARI

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