FEDE(Z)RICO SCENDE IN POLITICA?

Notizia di questi giorni è che la società di Fedez, la  Zdf Srl, abbia comprato un dominio online chiamato “fedezelezioni2023.it”. Può darsi che si riveli un bellissimo pesce d’aprile ampiamente premeditato o che le intenzioni del rapper milanese siano davvero quelle di candidarsi, ma questo poco importa. È invece giusto soffermarsi su una considerazione universale che può calzare a pennello con la “vicenda Fedez” e sua moglie o qualsiasi altro influencer: avere milioni di follower su un social network e non avere nessun tipo di controllo sui contenuti che si pubblicano è una minaccia per la democrazia? Bisogna essere chiari in merito: i social di per sé non sono un vero e proprio pericolo in quanto possono veramente fornire una visione alternativa a quella della stampa “ufficiale”. Due esempi sono le realtà molto diverse tra loro: The Pillow e Torcha.

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In questo senso, durante gli ultimi anni, grazie a tante riviste e blog online si è respirata una vera e propria ventata d’aria fresca. Il problema però sorge nel momento in cui effettivamente si polarizza l’attenzione su poche persone. Internet in questo senso è poco democratico: è sempre e comunque controllato e influenzato da pochi e fruito da molti. Ma chi controlla la veridicità delle informazioni che passano online? …è noto a tutti, ad esempio, come in tanti casi questo flusso di informazioni incontrollate abbia provocato vere e proprie piaghe ormai difficili da estirpare (vedi tutti i siti complottisti seguiti ed emulati che hanno alimentato rabbia e confusione).

Esempio di informata “fai da te”

Lungi da me pensare che Fedez abbia cattive intenzioni, anzi, nella pratica ha aderito a battaglie lodevolissime da combattere. La domanda da porsi però in questi casi è sempre una: e se non fosse una brava persona? Non serviva un dominio registrato per capire che una delle passioni più grandi di Fede(z)rico fosse proprio l’arte nobile della politica: basti pensare ai temi su cui ha sempre incentrato la propria comunicazione (da quando è diventato Re indiscusso dello Showbiz). Poco importa se gli argomenti fossero di nostro piacimento o meno, non è questo il punto. Il problema è che gli influencer hanno un potere mediatico e politico enorme su milioni di persone ma non devono rispondere delle proprie azioni e pensieri ad un elettorato ma come privati cittadini e le informazioni che fanno passare vengono valutate da noi comuni “fedeli” in modo differente rispetto agli altri canonici canali di informazione. In questo senso non inneggio alla censura per poter negare la libertà personale di esprimere la propria opinione, andrei contro il principio stesso per cui è nato questo blog, ma mi chiedo abbastanza ironicamente: quello che dice Fedez ha la stessa valenza a livello di percezione popolare rispetto a quello che dico io?


Si capisce bene che questo può risultare pericoloso perché non sempre vengono dette cose corrette e veritiere o a volte vengono espresse opinioni e commenti sulla politica basati su un pensiero di pancia o di credenza popolare più che su un dato oggettivo. Sta di fatto che questo pensiero è ascoltato, visto e condiviso da milioni di persone. E quindi? Un influencer può davvero dire tutto ciò che vuole senza doverne rispondere? Può anche farlo… Ma è giusto che noi followers crediamo ancora alla favoletta che l’influencer medio parla solo di trucchi, musica e sesso? O forse c’è effettivamente sempre un messaggio politico sotto?

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Personalmente non credo che la soluzione risieda nel creare un’autorità preposta al controllo: sarebbe l’ennesima istituzione inutile Inoltre, non si capisce neanche in nome di chi o che cosa ed in base a quale criteri questo controllo possa essere esercitato.

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione […].

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Come soluzione credo che dovremmo adottare lo stesso scetticismo che assumiamo nel leggere un qualsiasi giornale anche con i nostri Idoli del web, consci che la veridicità di quanto detto o scritto non sta mai nel Poeta ma nel poema o per meglio dirla con gergo odierno: non in base ai followers che uno ha ma rispetto al contenuto che propone.

EDOARDO CAPPELLARI

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